Nel Buio del vostro Cuore, troverete la Luce che rischiara i vostri passi

Nome: Guanto da Lavoro
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Siamo tutti delle stelle che brillano a formare la costellazione dell'Amore. Ma la nostra Luce si vede solo quando è notte. Questo è il momento per brillare ancor di più per essere da giorno per le stelle più deboli
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E' passato tantissimo tempo dal lontano 27 ottobre e di cose ne sono successe da allora...
Certo è che quell'andare giù ormai è solo un ricordo ed un'esperienza di quanto sia inutile farsi del male pensando e soprattutto soffermarsi sul fatto che non siamo dei buoni cristiani.
NON SERVE A NULLA se non nasce dentro di noi il desiderio di cambiare, di guardare avanti e oltre, oltre anche i nostri stessi limiti.
Non è di certo un periodo felice questo, ma proprio in questo momento sto scoprendo di avere al mio fianco qualcuno che non mi abbandona... me ne convinco sempre di più, anche quando questi non si fa sentire. Se venisse meno Lui, ora in questo momento, non saprei che cosa accadrà di me...
Vivo per Lui, lavoro per Lui, soffro per Lui, sorrido per Lui... è l'unico fine di tutto questo... Certo sono lontano dalla completezza della mia vita nella sua, ma sto capendo, pagandolo sulla mia stessa pelle, che davvero abbiamo bisogno di Lui.
Potrà sembrarti un espediente psicologico per sopravvivere... forse hai ragione, ma forse ho ragione io...Abbiamo la stessa probabilità di avere ragione, ma di certo solo in Lui sto trovando la forza per andare avanti.
Concludo ringraziandovi tutti per le vostre preghiere e vi invito a non smettere mai di pregare nelle vostre giornate purchè quella stessa preghiera si faccia vita nell'attimo successivo per dare concretezza ad un Amore di cui tanto parliamo!
Con fraterno affeto,
VostroFratello
Per Amore...
COSA???
Per amore di me!
Chi sono per avere da Te un amore grande così???
Non posso capire un'amore grande così...
solo il silenzio sono le parole del mio cuore...completamente vuoto!
Aiutatemi con le vostre preghiere!
E' l'unica cosa che avrebbe senso.
Dove sono? Dove mi trovo? Come ci sono arrivato in questo posto?
E' tutto buio ed in questo buio mi accorgo di essere solo. Nessuno può aiutarmi, forse neanche Lui può.Nel buio ho solo la certezza che Lui è lì, difronte a me, ma nella sua onnipotenza è impotente. Aspetta che io gli dica:
Basta! Aiutami!
Ma ancora non ce la faccio! Non voglio chiedere il Tuo aiuto ora che aprendo gli occhi continuo a vedere solo il buio. Sarebbe l'ennesima rialzata dopo una caduta, ma continuo a lasciare il mio cuore nel fango.
Oggi il Vangelo ci presenta una perla importante... si può guarire e non salvarsi!
Posso chiedere di guarire, ma di certo ora non potrò salvarmi.
Sono ormai 3 domeniche che non faccio la Comunione...non è mai capitato così per tanto tempo...non ci stò bene, ma ancora non riesco a morire e a desiderare la confessione.
Tanti segni si susseguono che mi invitano a ricominciare, ma la mia mente e il mio cuore sono troppo presi dal caos quotidiano che non riescono a custodire e a dar vita a quei sussurri che ogni tanto mi si affacciano. "Bisogna rinascere dall'alto"... "come può un cieco guidare altri ciechi?"" rimanete nel mio Amore"... tutti inviti a rimettermi su, rialzarmi e riprendere il cammino. La mia fraternità lo chiede, il mio cammino lo chiede, la mia comunità lo chiede...il Signore lo chiede.
Mi capita una cosa strana... quando sento il bisogno di pregare, nello stesso istante mi viene un sonno che rapisce ogni mia intenzione e mi ritrovo addormentato senza neanche aver avuto il tempo di segnarmi col segno di croce. "Vegliate per non entrare in tentazione", ma io non ne sono capace. Devo educarmi nella preghiera, riscoprire o forse scoprire un rapporto autentico col Signore, fatto di sguardi, silenzi, parole sussurrate. Il nostro parroco ci ha invitati nuovamente a riscoprire la Parola di Dio quotidianamente per lasciarci guarire dalla lebbra dei nostri cuori. E' un invito che accolgo volentieri...Troppi messalini sono stati archiviati senza neanche essere sfogliati!
Da un lato capisco l'importanza della preghiera, di fermarsi in silenzio un po' di tempo, ma dall'altra faccio i conti con le tante cose che occupano la giornata e che mi portano lontano dal Signore. Comincio a capire cosa vuol dire mettere Dio al Primo posto... non è un modo di dire, ma deve essere la realtà, dare, cioè , la priorità delle nostre azioni quotidiane al Signore. Dal risveglio fino a quando ci addormentiamo... non vuol dire chiudersi in eremitaggio, anzi!!!, sarebbe troppo facile, ma vivere ogni attimo con la mente e il cuore rivolto al Signore.
Voglio cambiare... voglio si guarire, ma anche e soprattutto costruirmi già su questa terra la mia salvezza.
Io ci provo cominciando già da domani a nutrirmi della Parola del Signore quotidianamente...facciamolo insieme... io lo faccio per te e tu lo fai per me!
Il Signore ci doni la Sua Pace!
Carissimi... è stata una fortissima esperienza in grado di trasmettere tante emozioni, ma anche tanti spunti di riflessione che basterebbero a mandare in tilt una persona.
I luoghi visitati sono stati davvero tanti, ripercorrendo i posti dove Gesù è nato,è vissuto, ha operato miracoli ed infine è morto. La storicità dei luoghi è fuori discussione e ciò che più di tutto rimbomba nel cuore sono le parole del Vangelo lette proprio nel posto in cui i fatti raccontati si sono verificati.
Fa un certo effetto ascoltare ad esempio il discorso di Gesù nella Sinagoga di Cafarnao mentre si è seduti all'interno di essa... e, come questi, tanti altri brani, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci o il primato di Pietro. Insomma, verrebbe da dire che alla Parola dei vangeli è stata data la giusta scenografia.
Molto importante è stato conoscere il popolo ebreo, quello scelto dal Signore. E' una cultura ed un popolo molto particolare, ligio ai precetti del Vecchio Testamento e con un forte attaccamento alla propria terra.
Fondamentale è stato l'incontro con delle famiglie di Betlemme con le quali abbiamo scambiato le testimonianze di vita in questa terra martoriata da continui conflitti. E' emerso come il loro essere cristiani è una scelta fatta molto spesso anche a costo della propria libertà e della stessa vita. Betlemme, come anche Gerusalemme si divide principlmente tra Ebrei, Mussulmani e Cristiani e non sempre i Cristiani, che sono la minoranza, sono ben visti dagli altri. A ciò si aggiunge anche la differenza tra Palestinesi e Israeliani che come se non bastasse contribuisce ad aumentare le distanze tra gli uomini.
L'interrogativo, frutto di questo incontro, è se davvero io ho scelto Gesù, perchè se non sono disposto a spendere un minuto per Lui come posso dire di averlo scelto? Scelto tra cosa?
Un israeliano può scegliere tra l'essere Ebreo, Cristiano o Mussulmano, mentre per noi in Italia e particolarmente dalle mie parti, viene quasi spontaneo, perchè è "tradizione" dirsi Cristiani. Non metto in dubbio la mia scelta, ma di sicuro la convinzione della mia scelta si. Davvero bisogna scegliere Dio ogni istante anche e soprattutto nelle nostre attività quotidiane. Ho capito di essere molto lontano da dove il Signore mi vuole. Riflettendo mi venne in mente questa definizione: la mia fede è ragionata!
Non è un abbandono completo , bensì una condivisione di valori e ideali mediati più dalla mente che dal cuore. In altre parole ho la mente a Dio, ma il cuore è a tutt'altra parte. Ho pregato in questo pellegrinaggio per tutti quanti voi e affinchè il Signore mi aiuti a rompere la corazza del mio cuore così da poter sperimentare prosto il vero senso dell'essere cristiano. Bisogna metteresi in ascolto, tanto tempo di silenzio per cominciare a poter conoscere la lingua con cui Dio ci parla che è l'Amore. L'unica possibilità che mi viene in mente, per non starmene fermo ad aspettare è quello di amare così da poter andare in contro al Signore. Nel miracolo della moltiplicazione dei pani e e dei pesci è vero che il Signore compie un miracolo grandioso, ma è anche vero che nulla avrebbe potuto se l'uomo non avesse messo del suo in quei 2 pesci e 5 pani, che sebbene fosse davvero poco però era il TUTTO. Da questo riparto in questo anno pastorale: la consapevolezza di essere lontano da lui, sciocco e tardo di cuore a credere alla Parola del Signore come per i dicepoli di Emmaus, ma col desiderio di avvicinarmi a Lui con convinzione e scoprire e vivere il Grande Mistero del Suo Amore.
Primo campo di azione è la famiglia e la fraternità dove non sempre si respira l'aria di comunione, ma è sempre e senza dubbio il terreno su cui il Signore vuole che in questo momento io spenda la mia Vita!
Con fraterno Amore...
Vostro Fratello
Manca davvero poco...
Con la mia colpa, il mio peccato le mie tante miserie e difficoltà vengo dove tu hai vissuto non per cambiar vita ma per perderla e riceverne da Te una Santa.
Ogni mio passo, ogni mio pensiero, ogni mio atto lo affido a Te che sei il solo capace di trasformare in Amore anche l'atto più cattivo. Donami la forza di svuotare il mio cuore anche a costo del combattimento e riempilo di TE.
Tuo figlio indegno, ma sempre tuo figlio!
Mancano pochi giorni alla partenza, e si sente.
Lo sento non dall'ansia, ma dal fatto che non mi sta lasciando in pace...ed io stupido che non riesco ad aggrapparmi...
Sono certo che cmq sarà un'esperienza indimenticabile non foss'altro perchè lì potrò forse trovare me stesso, la fede e la forza per lottare.
Ho saputo una cosa importante che devo cominciare assolutamente a mettere in pratica. Questa si chiama "obbedienza"!
Quante volte ho chiesto al Signore che cosa dovevo fare aspettandomi delle risposte eclatanti, grandi imprese, che puntualmente mancavano.
Ma in questi ultimi giorni mi sono capitate alcune cose:
1)" Non essere precipitoso con la bocca e il tuo cuore non si affretti a proferir parola davanti a Dio, perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra; perciò le tue parole siano parche, poiché dalle molte preoccupazioni vengono i sogni e dalle molte chiacchiere il discorso dello stolto. Quando hai fatto un voto a Dio, non indugiare a soddisfarlo, perché egli non ama gli stolti: adempi quello che hai promesso. È meglio non far voti, che farli e poi non mantenerli". Qoelet, cap.5
2) Come posso essere obbediente a Dio che non vedo e che non mi dice cosa fare, se non lo sono con le persone che ho accanto e che chiedeno?
3) E' l'amore che mettiamo in ciò che facciamo che ci santifica e il fatto di compiere tutto ciò che facciamo e che ci viene chiesto come se fosse Gesù stesso a chiedercelo che ci "allena" a compiere in ogni istante la volontà di Dio.
Quale gioia sarebbe vivere questo!!!!. Senza promesse, nè giorni di inizio incominciamo a vivere obbedendo e compiendo ogni nostro servizio con Amore senza ricercare lo straordinario per santificarci, ma accontentandoci dell'ordinario perchè questo è sicuramente ciò che ci chiede Gesù e cioè di essere santi ogni giorno!
Il Signore vi dia Pace!
Vostro Fratello.
P.S. Il 16 parto per la Terra Santa. Sarei contento di portare con me le vostre preghiere. Se volete inserite nei commenti un'intenzione particolare, mi farò carico di portarle con me insieme al fardello dei mie bisogni spirituali e di presentarli ai piedi di Gesù in questo viaggio!
Carissimi fratelli e sorelle, è davvero parecchio tempo che non aggiungo nulla su questo blog. Certo non ci sarebbe molto da dire, ma vi assicuro che se non ho potuto scrivere è perchè il tempo mi è mancato.
Nella mia vita ne ho sprecato parecchio e semba che ora sia arrivato il momento di recuperare, peccato però che c'è da pagare anche gli interessi maturati in così tanto tempo.
Il lavoro mi ha assorbito molto tempo, e le preoccupazioni legate ad esso mi tengono "legato" anche nel dopo lavoro. Sono ormai settimane che nella mia vita ho messo solo il lavoro e questo so, perchè lo avverto, non è assolutamente giusto. Proprio ieri , dopo più di 2 mesi mi sono confessato. E' stato come un ricominciare, già perchè le lotte non sono mancate, quelle dovute ad un modo di vivere che si era radicato in me. Oggi è stato il mio primo giorno di ferie, ed il fatto che stia scrivendo dall'ufficio penso possa farvi comprendere quanto forte è il cordone ombellicale che quasi mi soffoca.
Resta il fatto che cmq la mia santità dovrà maturare proprio in questo luogo, perchè è per me l'ordinario. Fra poche ore parto con la mia famiglia per delle vacanze durante le quali potrò riposarmi e ricaricarmi il corpo e soprattutto l'anima. Vivrò una settimana di preparazione al Viaggio che farò dal 16 al 23 Agosto in Terra Santa.
Carissimi la gioia che ho nel cuore per questa esperienza è davvero tanta a tal punto che la confondo quasi con timore perchè questa esperienza possa cambiare la mia vita. In tanti temono per la nostra salute, ma questo per me è l'ultimo pensiero. Porto con me in vacanza il libro Storia di un'Anima di Santa Teresina di Lisieux e la Bibbia. L'impegno è quello della preghiera, meditazione riposo e cura del corpo, troppo trascurato.
Vorrei avervi tutti con me in questi giorni, perchè mai come in questo periodo sento il bisogno della vicinanza dei miei fratelli e sorelle.
Io mi raccomando nelle vostre preghiere certi che chiederò ogni giorno la Benedizione del Signore nelle vostre vite.
Con Fraterno Amore...
VostroFratello
Carissimi Fratelli e Sorelle,
è davvero da parecchio tempo che non mi fermo per un attimo nella mia vita, sempre di corsa e sempre a rincorrere qualcosa che corre sempre più veloce di me, e penso che ve ne sarete accorti notando la latitanza da questo blog. In effetti forse è meglio così perchè sebbene siano state davvero tante le cose che mi sono accadute in questi giorni, è anche vero che non ho dedicato neanche un minuto per coglierne il senso, rifletterci su e pregarci su. Di qui, all'arsura del mio cuore il passo è davvero breve.
Ieri sera ero di rientro a casa e mi ricordavo qualche passaggio del film "7 Km da Gerusalemme" praticamente una rivisitazione del passo del Vangelo di Luca dei discepoli di Emmaus, in chiave moderna. Particolarmente mi ha colpito l'atteggiamento con cui il personaggio si poneva nei confronti di Gesù. Mi ha colpito perchè nonostante avesse avuto diverse conferma della sua concreta esistenza, continuava ad essere critico e scettico.
Alchè mi sono posto questa domanda... se fossi vissuto al tempo di Gesù, avrei creduto che fosse Lui il Figlio di Dio, o piuttosto non mi sarei schierato dalla parte dei giudei che l'hanno crocifisso?
Non vi spaventate, ma credo che non l'avrei riconosciuto, e nonostante tutto forse non ci avrei creduto. Dico questo perchè se è vero che la mente è più facile da convincere, il cuore no e ne porto le conseguenze della durezza del mio cuore, incapace di accoglierLo e di vederlo, proprio come ai discepoli di Emmaus.
Ci sono istanti in cui mi sembra che il tempo passato sia stato tempo perso, e non perchè mi sia lasciato illudere, ma perchè la mia fede è così piccola, il mio cammino così ancora agli inizi, che nulla o quasi mi sembra di aver fatto. Davvero mi rendo conto, fermandomi a pensare ciò, di quanto, nonostante questo, il Signore mi ami. Si perchè solo Lui può amarmi al punto da chiedermi una ricerca più attenta e autentica di se stesso. Una ricerca che comincia a diventare preghiera, come oggi durante la celebrazione, in cui dopo la Comunione gli ho detto di aiutarmi, di essermi accanto e di guidarmi alla Sua ricerca. Ahimè, c'è davvero tanto da fare, e da morire...perchè se è vero che la mente sa di doversi mettere in moto e mettersi in cammino il mio cuore ha bisogno di una scossa per smuoversi dalla poltrona in cui si è adagiato... C'è bisogno che gli occhi perdano i filtri di cui si sono rivestiti e che non permettono di vedere il Suo Volto.
Cosa fare??? Una frase interessante che ho raccolto ieri è stata: "C'è tanto da fare.... allora preghiamo!"
La dico a me, a te a chiunque passa da queste pagine...
il cammino è lungo e faticoso e c'è tanto da fare, quindi preghiamo!!!
Maria ci aiuti e ci guidi nella Preghiera.
Il Signore vi dia Pace!
VostroFratello
Cari fratelli e care sorelle,
tra l'ultimo post e questo ce ne sarebbero dovuti essere almeno 3, ma il tempo mi è davvero mancato e non mi è stato possibile sedermi davanti al pc, raccogliere le idee e metterle giù.
Ma oggi proprio non poteva andare come gli scorsi giorni, sento forte il desiderio di condividere con voi una gioia che nasce da una particolare "coincidenza"!
Venerdì scorso mi sono confessato, era quasi un mese fa l'ultima volta, e nel momento di preparazione alla confessione, nell'esame di coscienza per intenderci, riflettevo su quanto mi sentivo stanco in quegli ultimi giorni, così stanco, e non solo fisicamente e mentalmente, ma anche spiritualmente, che ogni tanto mi balenava per la mente l'idea di assentarmi per qualche giorno per rifiatare. Tuttavia era un pensiero che dovevo farmi passare subito visto l'impossibilità di ciò... e quasi a giustificarmi mi ripetevo che la debolezza nelle tentazioni e la poca volontà e tenacia nel Cammino erano dipese dalla stanchezza che mi portavo dietro. Ma mentre mi cercavo di giustificarmi, ecoo che in mente mi venne di dover confessare la mia poca vita di preghiera. Già miei cari compagni di viaggio, prego davvero poco, molto poco!!!
Così mi sono ritrovato ad avere la vera causa sia della mia stanchezza che della mia debolezza.
Ero convinto quindi di confessare questa mia grave mancanza e di ricominciare subito.
Il giorno dopo la confessione, ancora non ricordo il motivo decido di ricercare il messaggio della madonna di Medjugorie ed è stata davvero tanta la sorpresa... Il messaggio dice:
Cari figli! Pregate con me lo Spirito Santo che vi guidi nella ricerca della volontà di Dio sul cammino della vostra santità. E voi che siete lontani dalla preghiera convertitevi e cercate nel silenzio del vostro cuore la salvezza della vostra anima, e nutritela con la preghiera. Io vi benedico tutti ad uno ad uno con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Capite??? Proprio mentre stavo confessando la mia poca preghiera Maria ci invitava a fare della preghiera il centro stesso della nostra vita. E poi c'è quella parola "nel silenzio del vostro cuore" che mi ha portato la mente all'ultimo post.
Dovremmo davvero fare silenzio dentro di noi, perchè solo nel silenzio possiamo ascoltare la voce dello Spirito.
Non sono giorni facili per la fraternità, ma di diverso rispetto agli ultimi giorni c'è che questa volta la via d'uscita da questa situazione complicata c'è ed è l'Amore, possibile solo se alimentato dalla preghiera. Troppe volte ci accontentiamo delle formule di preghiera, altre volte proviamo a balbettare qualcosa, magari rifacendoci a frasi già ascoltate o a bisogni che portiamo dentro il nostro cuore, ma dobbiamo cominciare a fare Silenzio...davanti al Signore, proviamo a mettere tutto da parte, fare il Niente per accogliere TUTTO. Non vi nascondo che le difficoltà sono davvero tante, e le sto vivendo tutte a partire dal dover smuovere la pigrizia ormai incancrenita nel mio cuore, ma ho fiducia e speranza che col Suo aiuto, e con l'aiuto di Maria prima o poi la corteccia che circonda il mio cuore si sgretolerà.
Avete mai notato che nel momento in cui siamo più in difficoltà quasi la preghiera nasce spontanea, magari ci vengono fuori parole che sorprendono noi stessi? Il mio pensiero è che proprio in quei momenti permettiamo alla corteccia di sgretolarsi e di lasciar agire lo Spirito e solo perchè è sempre alla nostra porta che bussa si trova ad entrare e ad agire.
Allora carissimi, l'invito che ci facciamo quest'oggi è quello di fermarci, di trovare del tempo per fare silenzio, offrendo le difficoltà per far tacere i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni e dare voce alla Sua Voce e ricevere il Suo Amore.
Sforziamoci di pregare... spesso...sempre! Lasciamoci accompagnare da gesù nella nostra vita come i discepoli di Emmaus così da poter scambiare qualche sguardo, abbraccio, parola col Signore, Gesù!
Saremo degli sciocchi, come lo sono io, a pensare di essere in cammino se manca proprio la preghiera... poveri illusi che saremo... "Senza di me non potrete far nulla"!
Per concludere mi lascio una frase che ha "sconvolto" un mio modo di pensare:
"Il modo francescano di vivere la vocazione cristiana è la fraternità!"
Provate a spiegarla...
Il Signore vi dia Pace!!!
VostroFratello
Adesso taci!!!
Ascolta il Silenzio.
E solo dopo e solo nel tuo cuore,
urla il tuo dolore!
Perdon-ami!

Carissimi,
nello scorso incontro GiFra, a sorpresa tenutoci da due frati, ci è stata fatta la seguente domanda? Chi è il Credente e che vuol dire credere?
Le risposte venute fuori sono state molteplici, tutte più o meno attinenti al vero significato dell'essere credenti. Ma alla fine fine è emerso che il Credente è colui che Ama in virtù di un Amore sperimentato e toccato con mano nella propria vita. In altre parole, la caratteristica di un credente è quella dell'essere un Amante. Magari può sembrare scontata, ma se rivediamo la nostra vita, forse ci accorgiamo che in fondo in fondo non siamo dei buoni credenti. Almeno io non mi ritengo tale.
Ma come fare esperienza dell'Amore di Dio?
Sembrerebbe che dipendesse tutto da Dio, e cioè che sia Lui a doverci far sperimentare questo Amore, ed invece, ciò che emerso da questa riflessione, è che questa "scoperta", questa esperienza vera che cambia la vita di ciascuno, dipende da noi perchè il Signore è sempre chino verso noi per lavarci i piedi, ha sacrificato Suo Figlio per noi, mentre siamo noi che anzichè abbasarci per andare incontro al Signore restiamo in alto e pieni di noi stessi.
Quindi c'è bisogno di predisporci ad accogliere l'Amore di Dio.
Le modalità sono molteplici, che possiamo riassumere in un solo modo, Cammino Spirituale. Purchè questo sia serio, di continuo dialogo col Signore, ricercando la Sua Voce anche nel Silenzio!
Non è facile, perchè quanto più siamo lontani da Dio tanto più dura sarà ripiegarci sulle nostre stesse ginocchia per incontrare il Signore.
Solo così possiamo davvero amare il fratello che ci è accanto e che magari non riusciamo proprio a sopportare, perchè l'Amore appena scoperto trabocca da nostro cuore e sente il bisogno di riversarsi nei cuori di TUTTI coloro che ci sono vicino, senza pregiudizi. Dall'Amore verso i nostri fratelli posasiamo misurare il nostro cammino di fede. Se abbiamo grosse difficoltà ad accogliere l'altro, se siamo facili ad arrabiarci, se non siamo propensi ad amare l'altro prima di noi stessi... Carissimi, forse è giunto il momento di Cominciare il cammino dall'inizio!
E non spoaventiamoci di ritrovarci, magari dopo anni di cammino,, a non saper davvero amare l'Altro... è importante non credersi mai arrivati perchè nello stesso momento in cui lo si crede abbiamo deciso che ciò che abbiamo dato al Signore è sufficiente e può bastare, mentre Lui vuole tutto.
Dobbiamo sempre ripartire, lo dico a me per primo, ad ogni caduta, ad ogni sbandamento, dobbiamo essere pronti a rimetterci in piedi e con sguardo fisso a Colui che ci Ama riprendere il passo sicuro.
Facciamo esperienza dell'Amore di Dio AMANDO e sforzandoci di vivere nel nostro cuore il segno più alto di Amore: la Croce di Cristo!
Il Signore vi doni la Sua Pace
VostroFratello
Ed ora Silenzio!!!
Lasciamoci circondare dal Silenzio per meglio vivere questo Grande Mistero d'Amore!
Carissimi, eccomi qui per condividere con voi i pensieri dell'incontro di ieri.
Era in "forse", ma lo c'è stato, e alla fine ho capito perchè, nonostante l'orario tardi, alla domanda del don se fare o meno l'incontro, prontamente ho risposto di si.
Così l'incontro si è svolto, ed il tema è stato su come poter vivere questa settimana e, ormai, questi pochi giorni che ci dividono dai giorni fortissimi di Pasqua. Come di consueto, gli insegnamenti che il don ci da li prende dal Vangelo, e così abbiamo visto come Gesù chiede agli apostoli di prepararsi alla Sua Passione, Morte e Risurrezione.
"Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione". Questo ha chiesto ai suoi apostoli nell'imminenza della Passione, e questo chiede a noi, suoi discepoli. La tentazione è una costanza della nostra vita, che non ci lascia mai. Alle volte viene per vagliarci, come pula al vento, altre volte invece, che ci piaccia o no, è la nostra compagna di viaggio. Nell'incontro ci è stato ribadito, di come la preghiera può aiutarci a vincere la tentazione. Infatti la preghiera, mettendoci in comunione con Cristo fa si che non perdiamo mai l'orientamento, così che nulla riesce a "distrarci". Certo è che non è facile volgere sempre il nostro sguardo a Gesù, ma è anche vero che solo con Lui possiamo acquisire quella forza necessaria per resistere alle tentazioni. Abbiamo anche affrontato in quale modo si manifestano le tentazioni e soprattutto, quello che mi ha colpito maggiormente è stato proprio il fatto, che nell'ora della nostra morte la tentazione si fa più acuta. Infatti se durante la vita, cadendo possiamo rialzarci, in quegli ultimi istanti si può correre il rischio di lasciarsi vincere da Satana. Per questo c'è bisogno di fortificarsi fin quando si è in vita, perchè in quell'istante non ci colga impreparati, ma fortificati dalla fede, potremmo ancora una volta ed in modo definitivo, scegliere DIO.
La forza non viene da noi stessi, bensì da Dio, dal quale dobbiamo continuamente attingere mediante la preghiera, la contemplazione, l'Amore. Gesù ci cerca col suo dolce sguardo, così come ha cercato Giuda, e Pietro, sta a noi cercare di incrociare il Suo Sguardo e lasciarci guidare da Lui. Vi è mai capitato di essere così concentrati su qualcosa da npon accorgervi di quanto ci capita intorno? Se riuscissimo a riempire il nostro cuore di tutto ciò che è Dio, nulla potrà distrarci. Il problema sta nel fatto, che non sempre riusciamo e vogliamo volgere il nostro sguardo a Cristo, e in queste occasioni è più facile che Satana ci vinca. Egli ci attacca quando siamo su un piede solo, cioè quando siamo lontani da Cristo, ma se siamo con Cristo, la nostra Casa è sulla roccia e non teme nulla.
Quest'incontro è capitato proprio nel giorno in cui Satana mi ha vinto, abbastanza facilmente devo dire a dimostrazione della mia carente prreghiera, e nel quale per la prima volta ho avvertito una strana sensazione allo stomaco, di cui preferisco al momento non parlarne.
Ora va meglio, ma comincio a sentire il bisogno di mettermi in silenzio davanti al Santissimo e stare lì, fermo, a far compagnia al Dolce Gesù. Questa Pasqua è nel segno della Croce, nel senso che ho aperto gli occhi, grazie al messaggio di Benedetto XVI per la GMG del 1 aprile che:
"La manifestazione dell’amore divino è totale e perfetta nella Croce [...] Sulla croce Cristo grida: “Ho sete” (Gv 19,28): rivela così un’ardente sete di amare e di essere amato da ognuno di noi. Solo se arriviamo a percepire la profondità e l’intensità di un tale mistero, ci rendiamo conto della necessità e dell’urgenza di amarlo a nostra volta “come” Lui ci ha amati"
La mia priorità adesso è la Croce!
Vi auguro di vivere dei giorni intensi dove non siano le emozioni a prendere il sopravvento, ma una responsabile risposta alla chiamata d'Amore di Dio per noi!
Con Fraterno Affetto,
VostroFratello!
Carissimi,
Qualcuno ha fatto notare "quanto silenzio" ha animato questo blog ultimamente. In effetti è da parecchio che non scrivo nulla.Oggi è arrivato il momento. Tralascio i motivi per cui non ho scritto nulla e arrivo subito alle novità di questi ultimi giorni.
Mi è stata fatta questa domanda: "Ma tu chi sei?" Questa domnda mi è stata posta da una sorella, che avverte un certo distacco da me e dalla fraternità, distacco che la porta a sentirsi a disagio e a mettere in dubbio la nostra amicizia. A questa domanda io non so rispondere, perchè quello che sono non è facile capirlo, ma so quello che voglio essere. Di sicuro ho le mie difficoltà, le mie debolezze, e di questo so che dovrò eternamente chiedere perdono a Dio e ai miei fratelli.
Lo scorso martedì nell'incontro GiFra abbiamo letto il messaggio del Papa per la GMG del 01 aprile 2007.
Particolarmente mi hanno colpito questi passi:
- "La manifestazione dell’amore divino è totale e perfetta nella Croce"
- "La Croce, follia per il mondo, scandalo per molti credenti, è invece “sapienza di Dio” per quanti si lasciano toccare fin nel profondo del proprio essere"
- "Sulla croce Cristo grida: “Ho sete” (Gv 19,28): rivela così un’ardente sete di amare e di essere amato da ognuno di noi. Solo se arriviamo a percepire la profondità e l’intensità di un tale mistero, ci rendiamo conto della necessità e dell’urgenza di amarlo a nostra volta “come” Lui ci ha amati."
Partendo da qui, e ricordando quei passi delle fonti in cui si narra Francesco in meditazione sulla pssione di Nostro Signore, mi sono scoperto ancora "ignorante" di questo mistero d'Amore di Cristo.
Il Papa dice " solo se arriviamo a percepire la profondità e l'intensità di un tale mistero". Già perchè una volta compreso e fatto esperienza VERA dell'amore di Gesù per noi, in tutta la sua grandezza e intensità, solo allora potremo avvertire in noi il desiderio di amare tutti, come lui ci ha amato. Nel Vangelo di Giovanni Gesù dice:“Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34)".
Questo presuppone la conoscenza di "come" Lui ha amato, e la sua espressione più alta di Amore l'ha manifestata sulla Croce. Immediatamente ho pensato che avrei dovuto chiedere al Signore l'intelligenza per comprendere la profondità e l'intensità di tale mistero, ma allo stesso tempo mi accorgo che un tale "dono" escluderebbe la mia libertà di sceglierLo, di accogliere questo mistero. E' fuor di dubbio che debbo ricercare in Lui la grazia per comprendere, ma è anche vero che il cuore deve essere pronto ad accogliere questo dono, e l'unico modo per prepararmi ad un dono così speciale e quello di Amare sempre e tutti come lo stesso Papa ci invita a fare nell'Enciclica "Deus Caritas Est" quando dice: "L'amore cresce attraverso l'amore"(18,DCE).
Allora carissimi fratelli e carissime sorelle, mettiamo da parte i nostri limiti, le nostre timidiezze, e sforziamoci di andare oltre noi stessi, sicuri che nell'amare oltre le nostre forze faremo l'Incontro che rende possibile ciò che a noi è impossibile!
Vi lascio con una domanda: MA TU CHI SEI?
Il Signore vi dia Pace
VostroFratello
Carissimi,
sono tornato ieri dal ritiro di fomazione della GiFra Assistena Frati Minori a Loreto. Giorni molto intensi, dove però c'è stato poco tempo alla riflessione personale. D'altronde era un momento di formazione e non proprio di ritiro. A stento sono riuscito a sostare un po' nella Casa di maria nella basilica di Loreto, ma come spesso accade in queste occasioni, ci si arriva in questi fantastici posti, senza la giusta preparazione spirituale, nel senso che non sono stato capace di fare silenzio dentro me e ascoltare quei muri.
Di tutti questi giorni di una cosa vorrei raccontarvi.
Contemporaneamente al nostro ritiro, c'era a Loreto, anche il ritiro nazionale dell'Unitalsi. Proprioi l Venerdì sera parlando con un mio fratello, confidavo la mia difficoltà nell'essere vicino a loro. Non sto qui q spiegare quali sono gli stati d'animo che sento in queste circostanze. fatto stà che mi sono promesso di affrontare questa difficoltà con il padre spirituale, perchè Cristo ci chiede di amare tutti ed io questo non lo sto facendo. Ancor più che il sabato pomeriggio, dovendoci dividere in gruppi per raggiungere dei luoghi di speranza, a me è "capitato" di partecipare ad un incontro proprio con l'UNITALSI. Non potete immaginare l'agitazione che ha colto il mio cuore... mi sono interrogato per tutto il pranzo sulla possibilità di cambiare il gruppo, ma più mi interrogavo è più mi veniva in mente il passo delle fonti in cui si racconta che Francesco provava ripugnanza verso i lebbrosi. So bene di dover confessare questo mio sentimento, ma spero non vogliate biasimarmi per quest, ma anzi di essermi vicino, perchè ho davvero il desiderio di farmi prossimo per questi fratelli, non foss'altro cperchè Dio me lo chiede.
Da qui un interrogativo che rimbomba nel cuore anche alla luce di quanto sta accadendo in fraternità:
Come può un essere umano, limitato come lo sono io, amare TUTTI come Gesù ha amato e chiede di amare?
Sapete dare una risposta? Sarà questo l'argomaneto primcipale del prossimo colloquio col don!
VostroFratello
Fratelli e Sorelle,
fra poco si parte per un'esperienza di formazione nazionale della GiFra Assistenza Frati Minori a Loreto. Finalmente dopo tanto tempo stacco la spina. Ho desiderato questo momento forse da prima di Natale ed ora che mi capita la possibilità non mi farò certamente passare questa occasione senza averne raccolto quanto il Signore vorrà donarmi. Il posto, poi, aiuterà ancor di più ad innamorarmi di Maria. Io vi chiedo di pregare per il ritiro affinchè possiamo fare tutti quanti esperienza della fraternità.
Nel viaggio porterò con me 2 libri: uno su Emmaus, icona del cammino cristiano, e l'altro sul confronto tra Madre Teresa e la Piccola Teresina di Lisieux.
A presto, miei cari fratelli e sorelle!
VostroFratello
"Non giudico chi sta in alto, dico solo che io ho scelto di essere in basso"
Da qui voglio ripartire nel mio cammino, da uma maggiore consapevolezza della mia scelta andando oltre tutto ciò che mi circonda e che magari potrebbe anche non essermi di esempio e quindi di aiuto. Ho già un esempio di perfezione da imitare questi sono Cristo e i Santi che prima di me sono riusciti a perseguire la strada della Santità. Voglio solo cominciare ad amare Cristo e i fratelli che lui mi ha donato senza condizioni, senza limiti. Non è facile, lo so e già scrivendolo riconosco tutta la mia incoerenza, ma se non comincio è certo che non riuscirò mai neanche a fare un piccolo passo in questa direzione. Ho pensato fino ad ora che dovevo aspettare che divenisse naturale l'amore per i fratelli, mentre ora mi convinco che naturale non lo sarà mai, ma che piuttosto dovrei "allenarmi" giorno per giorno, attimo per attimo fino a far diventare l'Amore, l'anima della mia stessa vita. Occasioni per amare ce ne sono, a cominciare dalla mia famiglia dove non è facile mantenere la calma, ma almeno ora mi accorgo che mi innervosisco e cerco di mantenermi, e sono certo che procedendo su questa strada giungerò a provare amore, anzichè rabbia. Per fare tutto ciò penso sia necessario mettere davvero Dio al primo posto in tutto e soprattutto lasciarsi guidare dalla Parola di Dio. Per esempio, voglio condividere con voi un'esperienza, forse la prima, in cui mi sono lasciato guidare da Dio e dall'amore per i fratelli.
Venerdì scorso, prima che cominciasse l'incontro, ricevo una telefonata, da parte di un ragazzo dell'Azione Cattolica della parrocchia che mi chiede la cortesia di accompagnare i suoi ragazzi ad un ritiro il sabato pomeriggio. Inizialmente ho pensato che avrei voluto dormire, cosa abituale il sabato pomeriggio per me per recuperare la stanchezza della settimana. Inizialmente mostrai le mie perplessità e cercavo una scusa plausibile per evitare questo impegno, ma poi mi è venuta in mente la frase, "chi vuol essere il primo, sia l'ultimo e il servo di tutti". Ho accolto questo "messaggio" e ho dato la mia disponibilità mettendo da parte i miei comodi per amare dei fratelli più piccoli, dando loro la possibilità di vivere un momento di crescita e di formazione con gli altri ragazzi della diocesi dell'Azione Cattolica. Ho fatto tutto questo solo per Amore, volendo Amare Gesù nell'altro. Da quel momento mi sforzo di voler vivere la mia vita come risposta alla Parola di Dio, confidando nel Suo Aiuto e nel Suo Amore.
Il Signore vi dia Pace!
VostroFratello
Ci sono due modi per veder rializzati i propri sogni:
Addormentarsi o
Alzarsi e rimboccarsi le maniche.
Scegli il secondo perchè lo godrai di più.
Carissimi,
Ieri dopo 4 anni e mezzo, per la prima volta ho assistito alla Celebrazione senza nutrirmi di Cristo. E' stata una decisione sofferta e, soprattutto, una decisione che ho scongiurato, chiesto e rimproverato ad altri di non fare, ma io ho deciso che non era il caso.
Ho riflettutto e chiesto al Signore, ma com'era pensabile Lui non mi ha risposto, ma non mi sentivo nelle condizioni adatte per ricevere la Santa Comunione.Sono più di 2 mesi che non mi confesso e ormai la pianta del peccato ha messo radici ben profonde, il mio rapporto con Lui si fa molto difficile e l'unico pensiero che mi veniva in mente ieri sera, prima e durante la celebrazione, è stato che, chiedere a Gesù di venire in me, sarebbe stato doloroso per Lui. Ma questo mi ha spinto a ricercare con maggiore forza il momento per la Confessione, al quale anche la Madonna ci invita in questo tempo di quaresima. Spero tanto che oggi riesca a confessarmi, ma da ora in poi la confessione dovrà essere molto più frequente... il peccato si vince solo con la Misericordia di Dio alla quale dobbiamo ricorrere spesso e subito, non appena il seme del peccato comincia a germogliare.
Poi, ieri, prima della Celebrazione, riflettevo sul fatto che la mia preghiera è molto ridotta in questi ultimi giorni, quasi a giustificarmi mi veniva in mente la frase : "non mi va, non me la sento, non sento mia la preghiera fatta di formule!" Allo stesso tempo , però mi è venuto in mente un modo di pregare tutto mio che sicuramente il Signore accoglie molto più delle formule, una forma di preghiera che puoi applicare pure tu e che sicuramente potresti fare tua: la vita. Ognuno ha la propria vita che può trasformarla in preghiera e questa preghiera non annoia, non distrae, non stanca perchè è varia, continua ed è espressione vera del nostro Amore per Cristo. Per questo oggi comincio questa forma di preghiera più volte ascoltata, spesso vista, ma mai applicata... cioè vivere in preghiera e pregare vivendo.
Presto vi do un resoconto delle prossime giornate che mi appresterò a vivere.
Con fraterno affetto,
VostroFratello!
"Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua..."
Quante volte in preghiera ho espresso il desiderio di caricarmi della mia croce per seguirlo, e altrettante volte l'ho deposta subito dopo cadendo per il peccato. Già, la croce in questo brano del Vangelo di Marco indica la propria fede con tutto ciò che comporta nelle nostre relazioni quotidiane, ma in questi giorni che avverto la mia anima crocifissa dal peccato non riesco a scrollarmi il peso di esso che mistringe in una morsa da cui non sono capace di uscirne.
Ho fiducia che presto il Signore verrà a sollevarmi dalla polvere in cui io stesso mi sono buttato, e fino ad allora non posso che continuare a lodarlo e a servirlo... certo c'è meno entusiasmo, ma va bene lo stesso, la Fede e il Cammino non può essere una questione di sentimento, ma una scelta radicale di vita.
Santa Giornata!
Carissimi,
Voglio iniziare da oggi a condividere con voialcuni pensieri che nascono nella meditazione della Parola del giorno. Non ho alcuna pretesa se non quella di crescere, e ce n'è davvero tanto bisogno, con voi tutti.
In riferimento alla lettura di oggi, mi viene in mente, il fatto che prima Pietro riconosce in Gesù il "Cristo" e un attimo dopo Gesù stesso lo rimprovera duramente: "Lungi da me Satana! Perchè tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini".
Quante volte alla mia professione di fede segue il pensiero e l'agire secondo il mondo! Ancora il cuore non gli appartiene completamente e questo comporta un'ambiguità di vita che strazia l'anima. Bisogna essere decisi, e per farlo c'è bisogno di fidarsi di LUI con la certezza che chi lo segue sarà Beato.
Donami Signore la Forza e la Vigilanza per essere coerente con gli impegni del mio Battesimo!
Santa Giornata!
Non sarò nulla, Signore, se non ciò che Tu vuoi che io sia!
Abbà, Padre, nelle tue mani metto la mia vita, donami la forza di accogliere ogni cosa, qualunque cosa, con Amore e Gratitudine!
Già da ora, Padre mio, ti lodo e ti ringrazio per le difficoltà che mi capitano, ti chiedo solo di risparmiare la mia famiglia, non capirebbero!
Lode e Gloria a te, mio Unico Bene!
Non ricordo un volo così radente...quasi il petto sfiora terra.
Una brezza mi tiene in volo, ma la tempesta è vicina,
Fino a quando!
Quanto tempo ancora prima di decidere?
Mi sono sempre chiesto quale fosse il nesso tra "Emmaus" e l'amore e la solidarietà per i piccoli...
Giorni fa ho avuto la risposta: Gesù ha assunto l'immagine dell'ortolano, del pescatore e del pellegrino che ha accompagnato i discepoli verso Emmaus... si è nascosto e si è lasciato trovare nel fratello e nella sorella che si avvicina a noi. Il nostro vescovo, rispondendomi ad una domanda sui discepoli di Emmaus mi ha risposto citando "qualunque cosa avrete fatto ad uno di questi piccoli, l'avrete fatta a me..." e poi ha aggiunto "quando incontri una qualunque persona chiediGli in cuor tuo "Signore come posso amarti in questo fratello?""
Ecco poi che oggi emerge il carisma dell'Abbè Pierre del servizio solidale e caritatevole della sua fondazione!
Camminiamo, fratelli e sorelle, perchè il Divino Viandante ci accompagna e ci guida!
Arrivederci Pierre!!!
18 Febraio 2007:
I Discepoli di Emmaus si mettono in cammino!

Ora dobbiamo pregare ancor più incessantemente perchè il Signore ci faccia comprendere la Sua Volontà.
VostroFratello
Ho un interrogativo che torna spesso nella mente, ma mai come in questi giorni:
Perchè sono cristiano?
Perchè sono in cammino?
Rispondere a queste domande rafforzerebbe la mia-nostra conversione!
E voi, cari fratelli e sorelle, vi siete mai posti queste domande? Vi siete dati una risposta? Vi va di condividerla?
Un fraterno abbraccio!
VostroFratello
Carissimi Fratelli e Sorelle,
Accolgo l'invito-rimprovero, giusto quest'ultimo, di raccontarvi della mia ultima esperienza.
Non è facile trovare del tempo per fermarsi, raccogliere le idee, riflettere su quanto è accaduto e su quanto accadrà. E' strano che quanto più una persona dovrebbe fermarsi, tanto più c'è da correre.
Domenica scorsa, 17 la mia fraternità ha rinnovato la Promessa GiFra e nell'occasione tre sorelle hanno promesso per la prima volta il loro impegno alla sequela di Cristo sulle orme di Francesco.
Che dire? Ci sarebbe tanto da dire e non è facile concentrare il tutto in poche righe, ma di sicuro posso condividere quali sono stati gli spunti di riflessione che ci hanno accompagnato in questo passo.
Primo fra tutti il capitolo 1 di Geremia in cui si parla della Chiamata di Geremia da parte del Signore. L'attenzione è stata posta sul versetto: <<Non dire: sono giovane, ma va dove ti manderò e annunzia ma và da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò. Non temerli,perché io sono con te per proteggerti">>. Ci è stata fatta una catechesi particolare su questo testo nella quale è emerso che la nostra risposta alla chiamata di Dio deve andare oltre i nostri limiti. Non conta molto quanto si è capaci o pronti a fare ciò per cui il Signore ci ha pensati, ciò che conta è la volonta di compiere ciò che Lui ci ha assegnato. E' Lui che ci è affianco per proteggerci e sarà Lui ad agire per mezzo nostro. Davvero c'è una gioia immensa quando si vive così... aver fiducia che c'è un Padre sempre al nostro fianco e che ci guida e che può intervenire in ogni momento in nostro aiuto. Ma è fondamentale la nostra fiducia in Lui, come quella di un bambino. Ricordo che quando ero piccolo giocavo con mio padre a lasciarmi andare dal tavolo tra le sue braccia...mio padre mi diceva: "vieni, vieni" ed io incurante dei rischi mi lasciavo andare sicuro che ci sarebbero state le braccia di mio padre che mi avrebbero accolto. Quanto più allora le braccia di un Papà più grande!!!
Purtroppo questa fiducia tende sempre più a venir meno nella vita, ma sono certo che se ciascuno dovesse riscoprirla davvero la vita cambia. La mia sicurezza della grandezza di questo sta nel fatto che avverto una strana sensazione quando mi trovo nell'istante di abbandonarmi nelle sue mani durante la Preghiera... ma non riesco... mi blocco... è come sollevarsi in punta di piedi per vedere oltre il muro e appena si scorge qualcosa, la stanchezza mi riporta a terra. C'è da lavorare su questo e da camminare parecchio.
Tornando alla Promessa, domenica abbiamo quindi pronunziato il nostro Si al Signore, a volerlo seguire, a conformarci alla forma di vita evangelica. E' un impegno che ci siamo presi nella piena coscienza, mi auguro, di un importante impegno che ci prendiamo, ma fiduciosi che sarà Lui a guidare le nostre vite.
Intanto si avvicina il Natale, e purtroppo sembra che venga come un treno troppo veloce, e chissà se riuscirò a fermarlo per salirci!!! Staremo a vedere!
Pace a voi!
VostroFratello
Carissimi Fratelli e Sorelle,
oggi la Lettura del giorno presenta il passo del vangelo di Matteo sulla pecorella smarrita. Nel riflettere su qyesto passo voglio condividere con voi un'esperienza che mi è accaduta e che mi fa comprendere ancor di più il dono della misercordia di Dio.
Tutto comincia quando ho chiesto in prestito un pulmino per accompagnare degli adolescenti ad un ritiro. Al mattino, poco prima della partenza ci siamo fermati al benzinaio per fare carburante ed essendo chiuso siamo ricorsi al self service. Nell'agitazione che era un po' tardi e per il fatto che ho dovuto fare il benzinaio ad un signore un po' impacciato con la macchina per le banconote e con la pompa di benzina, mi ero dimenticato di chiudere il serbatoio della benzina col tappo che avevo appoggiato sul cofano del pulmino.
Così siamo partiti e abbiamo vissuto una bella giornata tutti quanti insieme. Al ritorno mi toccava fare 2 viaggi e una volta accompagnato il primo gruppo decisi di fermarmi a fare nuovamente carburante ed ebbi la sorpresa di aver trovato il serbatoio aperto. In quel momento pensai a qualche ragazzata che era stata fatta da qualcuno mentre il pulmino era parcheggiato, ma facendo mente locale non ricordavo di aver avvitato il tappo. In quel momento pensai che potesse aiutarmi a ricordare un altro fratello che scese con me per fare benzina. Quando tornai a prendere il 2 gruppo e chiedendo a questo mio fratello se si ricordasse di aver avvitato il tappo, lui mi disse che non aveva fatto nulla. Facile deduzione quindi... avevo perso il tappo. Sembra banale, ma mi prese un'agitazione grande, perchè mi dispiaceva non aver avuto cura del pulmino che mi era stato affidato. Se da un lato ero felice per la giornata, dall'altro ero un po' triste perchè sentivo che avevo sbagliato... anche solo per 3 euro di tappo.
Ma ero convinto che dovevo ritrovarlo... accompagnati tutti i ragazzi, io e il mio fratello, abbiamo rifatto la strada per cercarlo perchè se davvero l'avessimo perso, non sarebbe stato molto distante dal benzinaio. Dopo qualche centinaia di metri scorgiamo sul ciglio della strada una cosa rotonda e nera. Ci fermiamo... lo raccogliamo, dopo averlo girato e rigirato non sembrandoci lui, decidemmo comunque di tentare di avvitarlo.Era lui... lo avevamo ritrovato. Carissimi, magari vi può sembrare stupida come esperienza, ma non ho parole per descrivere la gioia che ho provato quando il tappo si è avvitato .Oltre a sentirmi sollevato, davvero nel mio cuore c'era una gioia indicibile...tanto che tutta la stanchezza della giornata era scomparsa e sentivo un forte desiderio di condividere con qualcuno la mia gioia... Ma a questa gioia se ne aggiunse un'altra.
La sera stessa, ripensando a quanto sia stato facile, per un tappo, provare quella sensazione di felicità, mi venne in mente il passo del Vangelo di Luca al capitolo 15 sulla dramma smarrita. Rimasi colpito, nel mio letto facendo questo semplice paragone... se io sono stato felicissimo di aver ritrovato un tappo, che davvero ha un piccolo valore economico, quanto grande è la Gioia del Signore per aver ritrovato un figlio perduto, per il quale ha dato il suo Unico Figlio? Il passo si conclude con la frase "Così, vi dico, c`è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte".
Forse è azzardato come paragone, ma se guardo al fatto che questa semplice esperienza mi ha fatto comprendere quanto grande può essere la gioia di Dio per un suo figlio che si converte, anche se sono certo che quella che posso immaginare sarà sempre limitata rispetto alla Sua, allora non posso fare altro che ringraziare il Signore per questa esperienza. Si fratelli e sorelle, davvero il Signore gioisce quando noi, poveri suoi figli, torniamo tra le sue braccia... Il Sacramento della Confessione è il momento in cui Lui ci apre le braccia e aspetta che noi ci buttiamo sul suo petto, senza stare a vedere ciò che è stato fatto, perchè davvero la Sua Gioia supera di gran lunga il nostro peccato. Sarebbe bello, davvero vivere questo Santo Natale da subito, con la Confessione... non aspettiamo gli ultimi giorni, ma lasciamo che il Signore venga da ora a prepararsi la sua mangiatoia nel nostro cuore.
Lodiamo insieme il Signore perchè la Sua Misericordia è davvero infinita.
Il Signore vi dia Pace
VostroFratello